martedì 10 settembre 2013

Ritorni

E' passato molto tempo dall'ultima dolceamara riflessione sulle elezioni politiche, e molto è successo, molto di ultradeprimente. Un'elezione del presidente della Repubblica che ha avuto del tragicomico e un governo che dire impresentabile è dir poco. Un Paese paralizzato a guardare l'ombelico giudiziario del Merda e la crisi economica che colpisce sempre di più tutti noi. Io per ingannare il tempo ho ripreso i miei studi, storici e teologici, tanto per non dovermi solo occupare della schifezza quotidiana di un mondo politico economico che necessiterebbe solo di essere incendiato. Riprendere l'osservazione sarebbe adeguato al reale. Ma sarà adeguata la pazienza?

mercoledì 27 febbraio 2013

Elezioni 2013

Poche sparse riflessioni sulle elezioni passate. Non importa se poi alla fine un governo verrà fuori, la scossa proveniente da M5S è stata salutare per me come persona, per come mi sono pensato riguardo alla gestione della cosa pubblica negli ultimi 20 anni. Stare dietro a questa sinistra depressiva e deprimente mi ha costretto a ridurre ogni tipo di aspettativa, castrare ogni desiderio legittimo e un pochino liberatorio, declassare ogni tipo di speranza su un futuro migliore legato alla realizzazione di qualche sana aspirazione, che mi veniva definita regolarmente utopica. La politica che le ceneri del vecchio PCI ha inseguito per tutta la mia giovinezza è stata quella del ribasso, il famoso riflusso post Sessantotto. Non si poteva sognare di cambiare le cose, non si poteva sognare di rivoltare il sistema economico, non si poteva sognare di mettere a soqquadro il sistema politico e clientelare, non si poteva sognare di mettere all'angolo la chiesa cattolica e le sue medievali istanze di controllo della società. Eppure non ho mai smesso di credere a tutte queste cose come giuste e magari anche fattibili, ma sempre NON ora e NON qui. Abbiamo applaudito spellandoci le mani ad ogni refolo di socialismo che soffiasse oltrconfine, ma da noi sempre calma piatta: non si può, ci sono i cattolici, non si può, c'è il vaticano, non si può c'è l'elettorato moderato, la mafia, la camorra, la 'ndrangheta, la gente non capirebbe, il popolo è di destra, la giornata è brutta... Eppure, eppure qualcosa deve essere fatto e da ieri ci credo più fermamente. E credo più fermamente che se no sarà 'o burdell.

giovedì 23 febbraio 2012

exegi testamentum

I
prepararsi alla scrittura
è come pararsi il funerale
essere del tutto pronti dico
a nulla vale l’aver pensato
ad un filo di poesia
nell’adolescenza impensierata
è all’agonia di ogni ego
a che non siamo preparati
e che ci richiede lo sterro
con una penna brandita in mano

queste variazioni canoniche
in che siamo calati quando pensiamo
di essere uno che scrive
è topos letterario
che presto si frange
non vorremmo ma è lei che ci scrive
la biblioteca
che ci assedia di mentire sempre
e che ci richiede carta
ancora e ancora

per mesi e mesi ho cercato
materialmente
una penna che fosse men dura
poi ho capito che mi tremava il polso
che a scrivere non era la penna
ma una massa
del dimidiato spirito
poi ho oltrepassato la mollezza
e il modo della scrittura
e con questi impoetici versi
mi sono rabberciato un catafalco
su cui immolare la verità
di un verso che fosse consolatorio


II
cosa aspettano che mi sia fatto fuori
perché la vicina di casa possa
angosciarsi al telefono celiando
per dire che al piano di sopra
viveva un poeta

avrei dovuto aspettarmi anche io
di entrare in manicomio
per dettare ad un infermiere sordo
un’autobiografia in decasillabi sbilenchi


III
ho abbaiato tutta la notte
ho ululato insieme al mio cane
a chi faceva più chiasso
le pepite di tutte le Europe
non potranno zittire l’urlo che covo
con tanta assidua stoltezza
quando mi guarda l’amore mio
che era nell’ora salvifica del riposo

voltolato nel letto
mio amato


IV
dovranno essere almeno in tre
per legarmi al palo della vergogna
quando mi si imporrà il silenzio
quando avrò violato
l’incancrimento di ogni patto sociale
che insegna il silenzio ai poeti

e gli sgherri armati dei letterati titolati
quelli che raccontano che il rosso è nero
e per i quali va sempre tutto bene
impreparato come sono allo spolvero
del loro scaffale di libreria

mercoledì 11 gennaio 2012

Itagliani e Equitaglia

Noi italiani, in generale, abbiamo un diffidenza direi genetica verso i tributi e le tasse, retaggio delle vessazioni continue e secolari e millenarie di re stranieri, papi, principini arrogantelli e Borboni nullafacenti. Che quindi il pagamento delle tasse sia stato, e sia ancora per alcuni versi e per molti di noi, 'disinvolto', o per lo meno facilone ha la sua attenuante e la sua origine qui, nel tessuto socio-neurale della storia. Ma che nel giro di 5 o 6 anni ci sia chiesto non solo di metterci in linea (che forse sarebbe auspicabile, e equo) per il presente e il futuro, e che ci venga imposta una precisione svizzera per il passato, rimanendo intatto lo sfascio con cui lo Stato cialtrone gestisce la Cosa Pubblica, rimanendo immutato lo stato di indigenza dei servizi (con il crescere costante di gabelle e balzelli oltre che delle tariffe) e anzi via via diminuendo quelli gratuiti (garantiti in teoria dalla nostre proprie tasse) mi sembra per lo meno vessatorio, quando non proprio odioso e interamente iniquo. E' ingiusto che un normale cittadino debba continuamente sentirsi schiacciato da una vera e propria agenzia di taglieggio che incassa per lo Stato che NON RIVERSA sui servizi, e (botta di populismo) ingrassa una classe parassitaria di amministratori incapaci e manager si Stato tutti regolarmente senza nessuna idea e solo dediti al passaggio di incarico da CDA in CDA, con esiti sempre più disastrosi per ospedali, treni, autobus, servizi pubblici in genere. Non voglio fare l'apostolo degli evasori (che non mi stanno simpatici per niente) ma chi 'governa' dovrebbe mostrare che il recupero dei crediti passati e il di nuovo gettito fiscale serva VERAMENTE ad eliminare gabelle e balzelli odiosi (alcuni sono proprio ridicoli) o abbassare le tasse a chi già le paga. Ma non mi pare questa la strada, NO?

mercoledì 9 novembre 2011

Esultare... eppur è d'uopo!

Non pensavo che sarebbe riuscito a togliermi anche la gioia di vederlo uscire di scena, e invece quel vago ectoplasma ricoperto di cerone, incollata la testa di moquette e con troppi denti per una bocca sola, c'è riuscito. Non posso esultare perché ci lascia letteralmente coperti della merda della sua (e della cricca con cui si accompagna) assenza presentissima. Ha soffocato il paese con una superfetazione tale di cazzate che moriremo allegri, ci troveremo a rovistare nei cassonetti senza sapere come ci siamo finiti: eppure la televisione non lo aveva detto, sento già mormorare... Già perché nel panorama politico nessuno nega che la 'medicina' sarà amarissima, quanto quella che sta facendo morire il paziente greco. Quindi dobbiamo solo aspettare che ci somministrino la dose letale del farmaco che ci serve e che sarà in pratica disoccupazione di massa e impoverimento generalizzato... ricorda un po' l'Argentina cui tanto non ci andava di sentirci paragonare??

giovedì 29 settembre 2011

Perle ai porci

Oggi in concomitanza con la pubblicazione da parte del Corriere della famosa lettera ultimatum della BCE di Trichet e di Draghi, il Tesoro ha predisposto "l'inventario dell'argenteria di casa" da poter portare al Monte di Pietà della cricca finanziaria che ci sta strangolando. Da ricordare è che la BCE è un ente privato con funzioni pubbliche e che ha costretto uno Stato ancora formalmente sovrano ad abdicare alle sue funzioni pena l'attacco sistematico alla proprie finanze. E ora sta costringendo lo stesso stato sovrano (dopo la Grecia) a svendere i beni del Tesoro, compresi, probabilmente, i pacchetti azionari in industrie e gruppi strategici e servizi, quali Eni, Enel, Finmeccanica, e i servizi e beni pubblici come l'acqua e i trasporti, che portano nelle casse dello Stato molto di più di quanto riusciranno a ottenere con l'una tantum della vendita. Senza contare che potranno essere messi in vendita pezzi di demanio statale e beni immobili che rischiano di andare nelle mani dei soliti noti italioti o di gruppi stranieri che come con Parmalat comprano le nostre aziende gioiello per pagarcisi i debiti... Tutto questo alla luce del sole e con la scusa del non-abbiamo-altra-scelta-ce-lo-chiede-l'Europa, come se tutto quello che ci chiede l'Ue fosse sempre eseguito... Il fatto vero è che non abbiamo una classe politica adeguata a tale contrasto e che non è capace di tutelare gli interessi nazionali. E purtroppo ne pagheremo tutti le conseguenze in maniera durissima nei prossimi 3 anni, e tutti ce ne accorgeremo quando sarà oramai troppo tardi.

martedì 27 settembre 2011

Un poco di Liszt...

Stamattina ho messo in cuffia, mentre scendevo per la stradina che mi porta alla stazione del treno, un vecchio disco di Horowitz che non sentivo da una vita. Approfittando dell'anno lisztiano mi ero detto che avrei dovuto risentire il cd RCA del vecchio leone... e l'ho ascoltato per bene, come non mi capita spessissimo: ascoltare musica mentre si cammina mi dà più l'impressione di sentire la colonna sonora dello spostamento, e dei miei pensieri, più che di concentrarmi sull'esecuzione o sulla musica eseguita. Ma stamattina, complice una mattinata sonnacchiosa, iniziata alle sei come quasi tutte, e che mi aveva stupito con un'alba straordinariamente povera di colori e luci, un'alba in bianco e nero quasi... be' questa mattina che era un po' nebbiosa e ovattata è stata perfetta per sentire il Liszt dell'Horowitz declinante, che non stava più sul pezzo con una dose extra di velocità, potenza e scatto. Mi ero abituato al ricordo della delusione che avevo provato ascoltandolo anni fa, quasi mi avessero fatto un torto personale, quella Sonata in si minore così poco trionfale, con il vecchio che arrancava in certi punti, ne ero stato letteralmente offeso ed ero tornato a consolarmi con altre esecuzioni più giovanili e sprintose, o più dichiaratamente 'musicali'. Ma stamattina no. Tutto mi è sembrato perfetto, il virtuosismo crepuscolare (che era stato miracoloso), i colori però quelli sì ancora abbaglianti, l'affanno che diventava lotta e ferita sanguinante ma che in una maniera un po' affaticata portava la bandiera sulla cima... Tutto è stato perfetto. Gli ho perdonato anche il Mephisto Waltz riarrangiato sulla versione di Busoni e suonato meravigliosamente in pericolo, colla mano a tratti traballante e il senso di paura su tutto il pezzo, le bordate finali cafonissime... Un re verso la pensione, ma anche stamattina gli sono stato grato.