mercoledì 11 gennaio 2012

Itagliani e Equitaglia

Noi italiani, in generale, abbiamo un diffidenza direi genetica verso i tributi e le tasse, retaggio delle vessazioni continue e secolari e millenarie di re stranieri, papi, principini arrogantelli e Borboni nullafacenti. Che quindi il pagamento delle tasse sia stato, e sia ancora per alcuni versi e per molti di noi, 'disinvolto', o per lo meno facilone ha la sua attenuante e la sua origine qui, nel tessuto socio-neurale della storia. Ma che nel giro di 5 o 6 anni ci sia chiesto non solo di metterci in linea (che forse sarebbe auspicabile, e equo) per il presente e il futuro, e che ci venga imposta una precisione svizzera per il passato, rimanendo intatto lo sfascio con cui lo Stato cialtrone gestisce la Cosa Pubblica, rimanendo immutato lo stato di indigenza dei servizi (con il crescere costante di gabelle e balzelli oltre che delle tariffe) e anzi via via diminuendo quelli gratuiti (garantiti in teoria dalla nostre proprie tasse) mi sembra per lo meno vessatorio, quando non proprio odioso e interamente iniquo. E' ingiusto che un normale cittadino debba continuamente sentirsi schiacciato da una vera e propria agenzia di taglieggio che incassa per lo Stato che NON RIVERSA sui servizi, e (botta di populismo) ingrassa una classe parassitaria di amministratori incapaci e manager si Stato tutti regolarmente senza nessuna idea e solo dediti al passaggio di incarico da CDA in CDA, con esiti sempre più disastrosi per ospedali, treni, autobus, servizi pubblici in genere. Non voglio fare l'apostolo degli evasori (che non mi stanno simpatici per niente) ma chi 'governa' dovrebbe mostrare che il recupero dei crediti passati e il di nuovo gettito fiscale serva VERAMENTE ad eliminare gabelle e balzelli odiosi (alcuni sono proprio ridicoli) o abbassare le tasse a chi già le paga. Ma non mi pare questa la strada, NO?