martedì 27 settembre 2011

Un poco di Liszt...

Stamattina ho messo in cuffia, mentre scendevo per la stradina che mi porta alla stazione del treno, un vecchio disco di Horowitz che non sentivo da una vita. Approfittando dell'anno lisztiano mi ero detto che avrei dovuto risentire il cd RCA del vecchio leone... e l'ho ascoltato per bene, come non mi capita spessissimo: ascoltare musica mentre si cammina mi dà più l'impressione di sentire la colonna sonora dello spostamento, e dei miei pensieri, più che di concentrarmi sull'esecuzione o sulla musica eseguita. Ma stamattina, complice una mattinata sonnacchiosa, iniziata alle sei come quasi tutte, e che mi aveva stupito con un'alba straordinariamente povera di colori e luci, un'alba in bianco e nero quasi... be' questa mattina che era un po' nebbiosa e ovattata è stata perfetta per sentire il Liszt dell'Horowitz declinante, che non stava più sul pezzo con una dose extra di velocità, potenza e scatto. Mi ero abituato al ricordo della delusione che avevo provato ascoltandolo anni fa, quasi mi avessero fatto un torto personale, quella Sonata in si minore così poco trionfale, con il vecchio che arrancava in certi punti, ne ero stato letteralmente offeso ed ero tornato a consolarmi con altre esecuzioni più giovanili e sprintose, o più dichiaratamente 'musicali'. Ma stamattina no. Tutto mi è sembrato perfetto, il virtuosismo crepuscolare (che era stato miracoloso), i colori però quelli sì ancora abbaglianti, l'affanno che diventava lotta e ferita sanguinante ma che in una maniera un po' affaticata portava la bandiera sulla cima... Tutto è stato perfetto. Gli ho perdonato anche il Mephisto Waltz riarrangiato sulla versione di Busoni e suonato meravigliosamente in pericolo, colla mano a tratti traballante e il senso di paura su tutto il pezzo, le bordate finali cafonissime... Un re verso la pensione, ma anche stamattina gli sono stato grato.

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