giovedì 29 settembre 2011

Perle ai porci

Oggi in concomitanza con la pubblicazione da parte del Corriere della famosa lettera ultimatum della BCE di Trichet e di Draghi, il Tesoro ha predisposto "l'inventario dell'argenteria di casa" da poter portare al Monte di Pietà della cricca finanziaria che ci sta strangolando. Da ricordare è che la BCE è un ente privato con funzioni pubbliche e che ha costretto uno Stato ancora formalmente sovrano ad abdicare alle sue funzioni pena l'attacco sistematico alla proprie finanze. E ora sta costringendo lo stesso stato sovrano (dopo la Grecia) a svendere i beni del Tesoro, compresi, probabilmente, i pacchetti azionari in industrie e gruppi strategici e servizi, quali Eni, Enel, Finmeccanica, e i servizi e beni pubblici come l'acqua e i trasporti, che portano nelle casse dello Stato molto di più di quanto riusciranno a ottenere con l'una tantum della vendita. Senza contare che potranno essere messi in vendita pezzi di demanio statale e beni immobili che rischiano di andare nelle mani dei soliti noti italioti o di gruppi stranieri che come con Parmalat comprano le nostre aziende gioiello per pagarcisi i debiti... Tutto questo alla luce del sole e con la scusa del non-abbiamo-altra-scelta-ce-lo-chiede-l'Europa, come se tutto quello che ci chiede l'Ue fosse sempre eseguito... Il fatto vero è che non abbiamo una classe politica adeguata a tale contrasto e che non è capace di tutelare gli interessi nazionali. E purtroppo ne pagheremo tutti le conseguenze in maniera durissima nei prossimi 3 anni, e tutti ce ne accorgeremo quando sarà oramai troppo tardi.

martedì 27 settembre 2011

Un poco di Liszt...

Stamattina ho messo in cuffia, mentre scendevo per la stradina che mi porta alla stazione del treno, un vecchio disco di Horowitz che non sentivo da una vita. Approfittando dell'anno lisztiano mi ero detto che avrei dovuto risentire il cd RCA del vecchio leone... e l'ho ascoltato per bene, come non mi capita spessissimo: ascoltare musica mentre si cammina mi dà più l'impressione di sentire la colonna sonora dello spostamento, e dei miei pensieri, più che di concentrarmi sull'esecuzione o sulla musica eseguita. Ma stamattina, complice una mattinata sonnacchiosa, iniziata alle sei come quasi tutte, e che mi aveva stupito con un'alba straordinariamente povera di colori e luci, un'alba in bianco e nero quasi... be' questa mattina che era un po' nebbiosa e ovattata è stata perfetta per sentire il Liszt dell'Horowitz declinante, che non stava più sul pezzo con una dose extra di velocità, potenza e scatto. Mi ero abituato al ricordo della delusione che avevo provato ascoltandolo anni fa, quasi mi avessero fatto un torto personale, quella Sonata in si minore così poco trionfale, con il vecchio che arrancava in certi punti, ne ero stato letteralmente offeso ed ero tornato a consolarmi con altre esecuzioni più giovanili e sprintose, o più dichiaratamente 'musicali'. Ma stamattina no. Tutto mi è sembrato perfetto, il virtuosismo crepuscolare (che era stato miracoloso), i colori però quelli sì ancora abbaglianti, l'affanno che diventava lotta e ferita sanguinante ma che in una maniera un po' affaticata portava la bandiera sulla cima... Tutto è stato perfetto. Gli ho perdonato anche il Mephisto Waltz riarrangiato sulla versione di Busoni e suonato meravigliosamente in pericolo, colla mano a tratti traballante e il senso di paura su tutto il pezzo, le bordate finali cafonissime... Un re verso la pensione, ma anche stamattina gli sono stato grato.

venerdì 23 settembre 2011

La lista

Il dibattito di oggi sulla lista dei parlamentari gay nascosti (diffusa tramite un complicato e ridicolo metodo da controspionaggio degno del KGB) ha fatto anche troppo parlare di sé. Ciò che è tragico è che a parlarne è stata SOLO la comunità (soprattutto quella sui social network) GLBTQI. I media 'tradizionali' l'hanno praticamente snobbata tutti. Se se ne sono occupati è stato solo per dileggiare e per stigmatizzare. Questo dà la misura del totale allineamento dei media nostrani, e non perché non abbiano diffuso la lista, senza uno straccio di foto, senza un video 'compromettente' si sarebbero solo esposti alle critiche, ma perché sarebbero dovuti essere loro, i famigerati giornalisti investigativi ad appostarsi magari dietro qualche cespuglio, o ad imbucarsi a qualche festa per fotografare e sputtanare l'onorevole frocio e bacchettone/omofobo di turno. Un'altra lezione sulla nostra stampa illuminata e quello che doveva essere un terremoto è diventato un boomerang, con tanto di parlamentari della cosiddetta sinistra che hanno condannato il gesto vile e intimidatorio e che secondo i più spericolati ricordava le liste di chissà quale sterminio... Certo i problemi della nostra classe politica sono altri che il nascondere le scappatelle con gay e trans, ma se si cominciasse a chiedere un pochino meno di ipocrisia? Si farebbe un favore a questa sempre eterna "merda di Paese" (cit.)

giovedì 22 settembre 2011

La vergogna di questo governo

Diciamo che continua. Stamattina il primo colpo al fegato leggendo i titoli dei giornali online per l'incontro di ieri sera con NasoOrsoCapo. Si leggeva in ogni indiscrezione riportata da qualsiasi giornale la sensazione profonda di sbigottimento. Come ci fosse un coro a bocca chiusa che passasse da cervello a cervello: "Ma che dice davvero?". Purtroppo dice davvero, continua con il disfacimento del paese, uno smantellamento sistematico e continuo. Tanto a lui cosa importa? Non ha molto da perdere e tantissimo da guadagnare: se scende dalla sella (per continuare sulla metafora equina da lui usata col Capo dello Stato) lo aspetta una pletora di giudici,  soprattutto l'abolizione delle leggi ad personam e probabilmente una legge sul conflitto di interesse che di fatto lo estrometterebbe in maniera definitiva dal potere...
Sì, bene. E noi? Lo guardiamo dibattersi in maniera fastidiosa, io personalmente comincio a provare un fastidio anche fisico nel suo disfacimento che è morale, fisico e politico insieme. Offre uno spettacolo osceno di marciume come non ne vedevo dalla fine di GPII.
Si deve finire proprio così?

mercoledì 7 settembre 2011

Come cominciare

E' difficile cominciare a scrivere in pubblico, su cosa poi, quando non si ha la minima idea di cosa scrivere... Eppure, eppure, il mondo è vasto da girare e da descrivere, e io da questa finestra non vedo che un'altra finestra, aperta su un ragazzo con un portatile davanti che, mezzo nudo, digita... Io anche digito. Far passare il mondo che ci interessa attraverso i segni di questo alfabeto. Che strano meccanismo. Eppure, cominciamo.