mercoledì 27 febbraio 2013

Elezioni 2013

Poche sparse riflessioni sulle elezioni passate. Non importa se poi alla fine un governo verrà fuori, la scossa proveniente da M5S è stata salutare per me come persona, per come mi sono pensato riguardo alla gestione della cosa pubblica negli ultimi 20 anni. Stare dietro a questa sinistra depressiva e deprimente mi ha costretto a ridurre ogni tipo di aspettativa, castrare ogni desiderio legittimo e un pochino liberatorio, declassare ogni tipo di speranza su un futuro migliore legato alla realizzazione di qualche sana aspirazione, che mi veniva definita regolarmente utopica. La politica che le ceneri del vecchio PCI ha inseguito per tutta la mia giovinezza è stata quella del ribasso, il famoso riflusso post Sessantotto. Non si poteva sognare di cambiare le cose, non si poteva sognare di rivoltare il sistema economico, non si poteva sognare di mettere a soqquadro il sistema politico e clientelare, non si poteva sognare di mettere all'angolo la chiesa cattolica e le sue medievali istanze di controllo della società. Eppure non ho mai smesso di credere a tutte queste cose come giuste e magari anche fattibili, ma sempre NON ora e NON qui. Abbiamo applaudito spellandoci le mani ad ogni refolo di socialismo che soffiasse oltrconfine, ma da noi sempre calma piatta: non si può, ci sono i cattolici, non si può, c'è il vaticano, non si può c'è l'elettorato moderato, la mafia, la camorra, la 'ndrangheta, la gente non capirebbe, il popolo è di destra, la giornata è brutta... Eppure, eppure qualcosa deve essere fatto e da ieri ci credo più fermamente. E credo più fermamente che se no sarà 'o burdell.

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